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Introspezione 5 aprile 2012 · lettura 1 min · 1917 letture

Vita

Anna62 196 poesie pubblicate
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Tu sei diapason vibrante ed io la nota stonata ricalchi certezze sono io l’impronta sporca della tua carta carbone e la trama, per sempre si è perduta Descrivi orbite circolari perfette, laddove del tuo compasso io sono l’inceppo perché ho timore che si chiuda il cerchio io che amo l’incompiuto e l’incerto Tu, geometrica supponenza che fonda il suo teorema, quando io del mio sformarmi sono il precetto: essere in divenire Ricordo, fui pietra e poi fiore, una veloce gazzella e poi gabbiano in volo Ed ora, questo mio essere uomo per poi diventare altro ancora Si dilania la carne e provo dolore, strappi che lasciano nel tempo tumefatte lividure E il mio terzo occhio cerca un altrove di luce nuova Del mio canto libero sono la voce, dei miei inediti gesti la limpida traccia, dell’orbita del mio cammino, il passo e del mio sformarmisostanza A te domando solo il candore della poesia, solco profondo delle mie speranze, memoria dei miei dolori, dell’ovvietà dei giorni, la meraviglia è su tutto il sogno.
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Questa mia poesia è vera solo emozionalmente, perchè, a ben pensarci, la vita non è poi così perfetta e non è nemmeno una realtà statica con cui confrontarsi. La vita siamo noi in continuo divenire. Non c'è nulla di immutabile, tutto si trasforma. Credo che l'unico momento perfetto sia la nascita, quel venire alla luce e poi il primo vagito che rompe quel silenzio d'attesa ci proietta dentro l'imperfezione della vita. Ma io amo l'imperfezione, amo le incertezze, perché significa che tutto è perfettibile e tutto può essere raggiunto e superato in una dialettica continua che si chiama VITA23 maggio 2013
L'autore
Anna62
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Commenti (3)

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Bruno Leopardi5 aprile 2012

Intensa e ben ritmata. Curata la cadenza dei versi. Ricercate, (o casuali) le rime scandiscono la lettura. Bella esposizione. Piacevole lettura, bella poesia.

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aspide5 aprile 2012

Finalmente mi trovo a leggere una bella poesia "cavalcata" in verso libero, come giustamente osserva un lettore in bacheca, proprio io che sono sempre stato fautore della classica poesia impostata sulla rima o semplicemene sull'andamento endecasillabico. L'Autrice distende la sue immagini in un bel ritmo, senza assolutamente che sia curata la cadenza dei versi. Nessuna rima, neppur causale, ritrovo nella lirica, eppure essa appare sempre in una musicalità "impropria", intendendo con questo dire che la musicalità, io credo un elemento essenziale della Poesia, non è data solo dalla rima e dall'accentazione precisa dell'endecasillabo o altro, ma anche dal poetico percorso di una poesia ermetica o semiermetica, e può benissimo coesistere...

Elle20 giugno 2013

Ciò che il fiume impetuoso lascia scorrere fluisce senza barriere e sfocia in un grido che è consapevolezza. Quel guardare profondo, cristallino, dentro il cuore dell'amato e scorgervi l'incrinatura, l'imperfezione di una figura che non trova il suo giusto incastro, la sagoma vuota... Trovo questa poesia Lirica nell'amore e nel verso, nel dolore... di una ferita che scrive e sanguina eppure guarda, osserva mentre scrive si dissangua... con dignità assoluta