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Sociale 5 aprile 2012 · lettura 1 min · 2534 letture

Cammino nel presente passato

Idalgo Visconti 294 poesie pubblicate
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Guardo quelle mura la fantasia corre nel passato Del popolo imperiale rivedo le grandi gesta Immediata la riflessione Dov'è l'evoluzione? Non credo che ci sia Il popolo conosce solo l'angheria Da secoli chi comanda non abiura Le case sempre grommate di bruttura là abita la stessa gente che si ciba di niente Crea sgomento pensare a quel dolore Alla miseria Nell'animo nasce un bruciore Vedere a pochi passi ben divisi come da immunoprofilassi si contrappone la facoltosa razza Ed io che sono Uomo questa situazione offende la ragione e la morale vede aberrazione Non posso condannare chi per disperazione ha il broncio risentito oppur per fame assume un'espressione vuota L'ingiustizia rende infami pieni di livore Non si può biasimare chi per la triste sorte il sentimento più non riconosce Vivere in miseria certo fa male Il cuore si fa duro come il sale
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L'autore
Idalgo Visconti

“L’universo é mutamento: la nostra vita é come la creano i nostri pensieri.” “Non si può scegliere il modo di morire. O il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.”

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Commenti (4)

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S
Sadness5 aprile 2012

... ed io condivido in pieno il sentire espresso in questa lunga composizione una chiusa che mi da un grido, è discussione di questi giorni che sento nella lirica, affronta un grosso tema l’autore, a mio modesto avviso irrisolvibile anche se si confida nella speranza ... apprezzata molto

Patrizia Ensoli5 aprile 2012

Versi duri, intensi pregni di una realtà scioccante, abberrante è vero, i tempi passano, passano l'ere ma l'uomo resta il solito usurpatore, usurpatore di dignità e umanità le gesta passate, niente hanno insegnato ... perché è l'uomo che non muta la sua avidità Lirica sentita, lunga, come è lungo lo sdegno per ciò che stiamo vivendo... Molto apprezzata

C

profondi concetti che condivido, la realtà del nostro paese conferma ciò che l'autore ha scritto, l'ingiustizia e l'arroganza di pochi, montati in superbia perché detengono il potere, fa si che vi sia più sofferenza per il popolo, la storia purtroppo si ripete, ottima poesia

r
rstorace29 aprile 2012

condivido questi versi ad uno ad uno, dove è l'evoluzione, al progresso tecnologico non ha corrisposto un progresso morale, allora è servito solo ad aumentare gli strumenti nelle mani dei potenti. Il popolo continua ad aver fame e provo ribrezzo per chi giudica coloro che nati in situazioni di degrado perdono la retta via, si fa presto ad ergersi al di sopra di chi è più sfortunato, un po\' di sana immedesimazione non guasterebbe, la fame distrugge anche il più puro dei cuori...