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Introspezione 5 aprile 2012 · lettura 1 min · 1495 letture

Sala d'attesa numero tre

alessandro mazzeo 151 poesie pubblicate
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Aspettavi in fondo alle scale con lo sguardo che tradiva un istante di insicurezza come una domanda sospesa rivolta a un muro intransigente Siamo pronti per farci fare a pezzi dal quotidiano stingerci in candeggina sterilizzati dalle fantasticherie stese ad asciugare a fili intricati e mal disposte a restituirsi al mittente Aspettavo sotto ai portici al dopolavoro dei nullafacenti che si aprissero le porte scorrevoli in verità avrei voluto correre sentire l'erba sotto ai piedi Siamo davvero pronti per la farsa questa sera? quando tutto si veste a festa e si indossano i sorrisi Siamo pronti per ricordarcelo ora? che non siamo così stupidi da porgere l'altra guancia ancora
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L'autore
alessandro mazzeo

Sono nato a Imperia il 5 maggio 1978 Ho iniziato a scrivere racconti fin dalle scuole elementari. Intorno ai 16 anni ho iniziato a scrivere anche poesie e avvicinandomi attivamente alla musica che è sempre stata la mia ragione di vita, a scrivere testi di canzoni. Sono l'autore dei testi delle canzoni della mia band

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Commenti (2)

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hy ju6 aprile 2012

Cade a pennello, questa tua stilettata in retrospettiva. Siamo sempre lì in quella maledetta sala d'attesa e pretendere da noi stessi qualche cosa che non oseremmo domandare neppure al più stronzo degli stronzi...

Eirene13 aprile 2012

in un mondo dove l'ipocrisia regna sovrana... si vive in attesa di un segno che ci renda umani... per vivere e non sopravvivere al quotidiano abbrutimento della società...grande riflessione...