Aspettando il mattino
Giovanni Chianese
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scalpitio maldestro
di sentieri selvaggi
infinite orme
lasciano su cruente immagini
nel cammino
di tremolante imbrunire
viaggia l’angoscia dell’oblio
un lunatico argento
di rive lontane
un mar in tempesta schiuma
al cielo
bruma verdastra s'innalza
intrisa di beata speranza
un’ombra
dalla sorte sfinita
attende della notte il finir
che lento volge a dar posto
al buongiorno di un mattino
Alla luce dell'alba
s'appresta impellente primizia
a schiudere brillantanti gusci
di rinvigorita rugiada
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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Francesco Rossi6 aprile 2012
Ricca di immagini questa poesia che fluidamente ci trasporta dalla balza dove il pensiero prende vita al mare in un percorso lieve e delicato.

