Era la primavera che volevo lasciare
Anna Maria Scamarda
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Era la primavera che volevo lasciare
dipinta sui muri
sui fili danzanti al soffitto
nei cuori di sguardi bambini
fra cerchi di rondini in festa
Lembi di pesco
mandorlo
viole
ciuffi di paglia con becchi piccini
posati qua e là
fra i giovani rami
intarsiati dal sole
Era la primavera che volevo lasciare
su letti di verdi montagne
baciate dai fiori
fra echi di fate
e flauti d'alberi desti
Era la primavera che volevo lasciare
prima di varcare quella soglia ignota
prima di dare ascolto a quell'ordine triste
immoto
vestito d'asettico bianco:
"non v'è più tempo da rimandare
ogni minuto potrebbe esser fatale"
Era la primavera che volevo lasciare
Cosi
ignari
i miei bimbi
li radunai a cerchio
E dentro quel cerchio di cuori
in quegli increduli "ti amo maestra"
in quegli umidi "non ci lasciare"
in quei tremuli "quando ritorni"
in quel mio
e loro
unisono palpitar d'apprensione...
pensai che la vita
valesse davvero una tale emozione...
Fu per questo
forse
che al mio risveglio
fra sterili bianche pareti
affiorarono agli occhi del cuore...
Cerchi di Luce.
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Anna Maria Scamarda
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