La mia Pasqua
Sembra non finire mai la sofferenza
una strada
piena di sassi
aguzzi
come le offese che ti senti addosso
come gli errori
che ripeti all’infinito
pare un rosario
che si chiude su se stesso
per poi ricominciare
nonostante le preghiere
che provi a bassa voce sussurrare
oggi è Pasqua
qualcuno un dì lontano
morì con queste pene
per poi rinascere Signore
elevarsi
onnipotente e fiero
lasciando le sue impronte
su un Vangelo
ci proverei anch’io
oggi a morire
se potessi aver la garanzia
di risorgere domani
ritrovarmi su una nuova via
cancellare il male e l’ipocrisia.
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L'autore
Turan
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