Ti presento quel mare
laura marchetti
255 poesie pubblicate
+ Segui
due conchiglie sul comò della camera
apparentemente vuote intrappolavano una voce
bastava accostare l'orecchio
bastava saper ascoltare e magia...
narravano storie incredibili
salivano dal profondo e tornavano
all'orecchio voci
storie di sorgenti di corse
viaggi avventurosi e battaglie
di rapide impetuose
giorni di calma piatta ad ascoltare il vento
bastava solo non aver paura
e lasciarsi andare in quel percorso
arrivare a quel padre
così difficile da conquistare
così immenso e generoso
un gigante che cullava fra le sue braccia
quando sulle sue gambe simulava
la tempesta
scuro in volto quando se la prendeva
con chi voleva trasgredire le sue regole
dolce e innamorato quando guardava
la luna
paterno e paziente quando baciava
le stelle ad una ad una
immenso quando diventava lo specchio
del sole
e riportava la calma dopo un temporale
ricordi depositati a riva di stagioni passate
a volte mi sento conchiglia quando mi
metto a raccontare
altre volte foglia in balia della corrente
altre ritorno bambina che sa ascoltare
una conchiglia apparentemente vuota
e una vita dentro da raccontare
la linea dell'orizzonte e la linea di quel cielo
la fine
e poi ancora un nuovo inizio
per chi è capace di ritornare
immenso profondo infinito
e un giorno mio padre mi disse
...ti presento quel mare...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
perlanera9 aprile 2012
Ricordo ancora, sai, la meraviglia, quando dalla mia spiaggia fui strappata, sbocciando un'infinita nostalgia del suo respiro e mi lasciò incantata la voce che tornava a sussurrarmi da una conchiglia e mi sembrò magia. L'eco divina del suo amato canto mi consolava la malinconia. Il mare, la più vivida Poesia!

