Flebile confine

Il sole tramonta
getta ombre fra le cime
dell'umano
scibile orgoglio
Tracotante e sicura
una sagoma scura
corre sull'argine
del suo piccolo guado
sale e scende
a sprezzo del periglio
inciampa
sorda d'un consiglio
Su appannaggi della mente
in fiera vanità
ingabbiata
tra le ragnatele del suo potere
nel suo malessere
stentorea grida
disegnando schemi
e patemi
che perpetui
languiscono sul patibolo
Modula i suoni
vangando imbastiture
che affogano
nella burrasca delle emozioni
dissipando dalle sponde
l'incessante luce arcana
che ricopre il flebile confine
d'un Padre
che ha generato
un angelo caduto
In un groppo galoppante
dagli echi ridondanti
asserragliata
ansima nel buio
presuntuosa
insinua ancora
su bagliori nomadi
che liberi
libecciano
scompigliate verità
©
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Commenti (2)
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L
Lenzo Giovanni9 aprile 2012
Cogliendo il respiro libero ed i bagliori nomadi del vento di libeccio, sei riuscita a superare il labile confine che separa Bene e Male. Illuminata dall'arcana luce, hai saputo guardare in fondo a quelle scompigliate verità che sono la causa di tutti i mali del mondo. Ci tocca combatterli e superarli se vogliamo evitare quel patibolo che ci siamo costruito.
Francesco Rossi24 aprile 2012
Si coglie l'universale in questa composizione che suscita profonde riflessioni in versi scritti con maestria.
