Labile
Marta Eligoreva Addari
72 poesie pubblicate
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Trafelante
nello sfumato notturno
mi ha sussurrato
insidioso
di come il Mediocre
soltanto
s'annienti nella delusione,
basso emisfero
contaminato dalla rassegnazione.
Precipitante
nel limbo indolente
per suggerirmi
del Comune che,
in equilibristico bilico
appoggia saldo il piede
sulle fratture dei suoi sogni
ma suadente demone
con sinuosa voce
la stabilizzazione nega
e ha narrato
dell'Unico
che nell'altalena
del Caos
ondeggia
fra l'Ideale e le macerie
in una spinta ascetica
che dona forza motrice.
S'è estinto nello
svanire del pianto
e alla triade mi ha lasciata
bloccata
al cospetto dell'Azione
che può scatenare il Fato.
©
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L'autore
Marta Eligoreva Addari
Ho paura di scrivere. Scrivere equivale a dire qualcosa che si pensa e dire qualcosa che si pensa significa concretizzare il qualcosa. Ora lo so. Un dubbio, un pensiero, un’ipotesi, un’osservazione. Una effimera coincidenza della mente con l’ambiente esterno: esternarla con una parola, detta o scritta, significa render
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