Io c'ero

Io c'ero quella notte
quando il cielo litigò col mare.
amiche le navi gemelle d'una vita marinara
nella tempesta in coppia navigavano.
Pupi senza fili, alla mercè dei venti dei marosi
negli angoli arroccati sbatacchiati
sputavamo il vomito, bestemmiavamo i santi.
Ordini sicuri con rabbia gridati;
"rizzate il tutto, occhio ai motori, mantenete i giri",
urla nella notte che non era notte.
E nel vomito d'una notte che non era notte, la notizia:
"a prora via la gemella amica è in avaria, incendio a bordo".
Pupi come noi alla mercè dei venti dei marosi
fratelli di coraggio.
Via così, procedere in avanti diamogli riparo dalle onde.
Ore nella notte che non era notte, lottammo con il mare,
sbatacchiati arroccati negli angoli
sputando vomito bestemmiando santi,
prendemmo per mano la gemella amica
rientrammo volgendo il culo alle onde,
là
dove tutto è fermo sulla terra ma continuavamo a "ballare".
Io c'ero quella notte
quando il cielo litigò col mare.
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L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
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