Riva d'alba
Giorgia Deidda
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Ieri mi sono seduta su una riva d'alba
e ho pianto.
Ho pianto le luci del mondo
ancora nere.
Albatros e onde di spuma
m'hanno udita,
sui confini degli scogli
mi hanno udita.
E ho pianto.
Ho pianto mondi ancora dispersi
recondite catene di dolori e di versi,
veleni violacei e sprazzi di faro
colori esangui e rumori di sparo.
E la libertà ambita
mai,
mai
a me giunse.
Solitaria riflessione
di oceani ultracontinentali
ma lontani,
a me lontani.
Potrò mai sognare con la mia luce d'alba?
Irraggiungibile sofferenza,
mezza verità.
Oh! ma quale luce giunse
ai confini degli scogli?
Ho riso,
sulla riva d'alba
Ho riso.
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L'autore
Giorgia Deidda
Commenti (1)
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Francesco Fabris Manini15 aprile 2012
C'è originalità e personalità poetica in questi versi. Ne ho anche percepito sincerità.Del tutto estranea ne è la banalità espressiva. Il contenuto è convincente. Una poesia che ho trovato seria, lontana da tanti, troppi testi ricorrenti travisati per componimenti poetici che di poetico ben poco o nulla posseggono.
