L'infanzia dell'infinito
Giorgia Deidda
6 poesie pubblicate
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Ho tracciato stelle sconfinate,
con il sangue del mio stesso dolore.
L'infinito perdurante
non trova la sua infanzia;
anela al suo futuro
e si perde tra la spuma della brughiera.
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L'autore
Giorgia Deidda
Commenti (1)
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luigi8819 aprile 2012
La punteggiatura mi pare tripartire esattamente questo testo: potrebbero essere tre brevi, prese da sole... Il tutto crea un'atmosfera magica, non declina nella malinconia, ma sembra catapultarsi in una visione in avanti... La chiave credo sia "anela al suo futuro": non so, di certo sbaglio, ma ho la sensazione di leggere la descrizione di un paesaggio mentale vagamente utopico... leggendo "la sua infanzia" mi permetto di fare un accostamento ai versi di una canzone stupenda che fa "because the days they feel like ancient clocks like when kids grow up and learn to walk" degli AVA, quasi sconosciuti ai più ma te li consiglio; lì l'utopia e lo slancio onirico è un profumo costante... complimenti davvero...

