Cloto
O Cloto! come mi è dolce cantare
delle tue mani il virtuoso operare
del bel filo della vita che tu vuoi
degli uomini quanto più lunga puoi.
Tu sempre alla tua opra sei e giammai
ti stanchi; a comprare sovente tu vai
fusi d'oro e molto stame duro
per donar forte filo al nascituro.
Assisa accanto alla partoriente,
o bella Parca, non chiedi mai niente,
attendi da sola al tuo pio lavoro
che urge alla vita del suo tesoro.
Quando del piccolo odi il vagito,
tu porti verso le tue labbra il dito
e gli fai cenno di star silenzioso
per badare al tuo lavoro prezioso.
Sempre vicina a lui siedi contenta
e mai la tua mano il ritmo rallenta:
essa è così abile e molto lesta
a prelevare lo stame nella cesta.
Tua sorella Lachesi fai affannare
per il tuo lungo filo d'annaspare;
ma anch'essa lavora di buona lena
per dare al piccolo vita serena.
Entrambe sapete ch'è brutta sorte
se il filo è corto: giunge la morte:
quel rapido mostro antropofago
che serra l'uomo nel freddo sarcofago.
Lode! a te Cloto e pure a Lachesi
a che i vostri minuti siano spesi
sempre a filare ed annaspare
per vita lunga agli uomini donare.
©
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