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Riflessioni 15 aprile 2012 · lettura 2 min · 730 letture

Cloto

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paf56 3 poesie pubblicate
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O Cloto! come mi è dolce cantare delle tue mani il virtuoso operare del bel filo della vita che tu vuoi degli uomini quanto più lunga puoi. Tu sempre alla tua opra sei e giammai ti stanchi; a comprare sovente tu vai fusi d'oro e molto stame duro per donar forte filo al nascituro. Assisa accanto alla partoriente, o bella Parca, non chiedi mai niente, attendi da sola al tuo pio lavoro che urge alla vita del suo tesoro. Quando del piccolo odi il vagito, tu porti verso le tue labbra il dito e gli fai cenno di star silenzioso per badare al tuo lavoro prezioso. Sempre vicina a lui siedi contenta e mai la tua mano il ritmo rallenta: essa è così abile e molto lesta a prelevare lo stame nella cesta. Tua sorella Lachesi fai affannare per il tuo lungo filo d'annaspare; ma anch'essa lavora di buona lena per dare al piccolo vita serena. Entrambe sapete ch'è brutta sorte se il filo è corto: giunge la morte: quel rapido mostro antropofago che serra l'uomo nel freddo sarcofago. Lode! a te Cloto e pure a Lachesi a che i vostri minuti siano spesi sempre a filare ed annaspare per vita lunga agli uomini donare.
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