I vecchi vanno ammazzati da piccini

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
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Ogni tanto ritorna il mio vecchio amico labronico Tarabella, e sempre con la sua tipica ironia ed autoironia (che è ancor meglio) toscana, a ridere su se stesso con un linguaggio che solo per menti inadeguate può apparire grossolano e volgare. Un sonetto piacevolissimo questo nel tentativo di ruscolare un po' di topa forestiera sia pure attraverso il sogno, inutilmente purtroppo. Non dobbiamo però soffermarci soltanto sull'autoironico sorriso. L'ultima terzina, e soprattutto l'ultimo verso, escono dal sarcasmo per assumere, in quel pianto, una viva dote d'umanità. Un gran bel sonetto, reso ancor più bello dal vernacolo livornese.
Un piacevole ed atteso ritorno del poeta livornese con un sonetto in irresistibile vernacolo. E nel puro spirito tosco la capacità di guardare la vita, e soprattutto se stessi, con la giusta dose di autoironia.

