Paese mio
Accovacciato ai piedi di montagna
posto è il ridente paese dei miei sogni;
guarda il mare da sopra la campagna,
alle spalle coperto è di castagni.
Imponente svetta monte Mancuso
ricco di faggio a verde scuro foglie,
con l’ontano pregiato di grand’uso
l’attenzione di chi lo guarda coglie.
Di piante verdeggianti sempre verdi
è circondato a mò di mur di cinta,
la gente l’accarezza di suoi guardi
innamorata di sua verde tinta.
Vanta, tra nati di suo ventre, uomini
dotti, illustri d’ogni sorta: dottori,
speziali e ingegneri, sonanti nomi:
prefetti, generali ed ispettori.
Ora paesino mio dolce ed amato,
I tempi sono andati del passato;
tutti gl’illustri tuoi si son dissolti
in casse chiuse e in neri panni avvolti.
Vivono in te solo persone ingrate
alla materia dal bene già sviate,
son solo belve ed avvoltoi rapaci
che d’amor patrio più non son capaci.
Come appassita pianta dell’alloro,
non più ridente come gli anni d’oro,
sol nell’orgoglio tuo mai svalutato
rimani afflitto, là, dove sei nato.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (1)
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Francesco Rossi15 aprile 2012
Una poesia descrittiva in versi sciolti e ritmati con cadenze musicali che la rendono godibilissima alla lettura.
