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Erotismo 16 aprile 2012 · lettura 1 min · 3963 letture

E dopo fu quiete

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leonardo d’auria 154 poesie pubblicate
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All'ombra di lenzuola tra impudici sospiri, nascondemmo i desideri, adagiati sul fianco a darci tempo, narcisi leggemmo i corpi. Preludio, angelici baci, poi il tempo del peccato. Avviluppammo labbra su petali di rosa, su vellutato pesco, sfamammo la sete di ventri in tempesta nelle fulvide chiome roride d'umori. Danzai trai i seni mordevi il cielo bruciando graffi sulla pelle. Peccaminosi gemiti reclamavano nel silenzio la chiave che aprisse le porte, l'una e l'altra complici d'un amplesso voluto mai domo. Assetati, sfamammo la sete, bruciando i graffi sulla pelle. E le urla represse dal ventre, librarono la voce nel miscuglio di parole mai dette, gridate urlate pudicamente. Consumammo il tempo. Dei succhi proibiti godemmo ogni goccia. E dopo fu quiete. Angelici baci ancora, ladri in complici lenzuola nascosero il Peccato.
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L'autore
leonardo d’auria

militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.

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