Giungi
Alessia Coppola
6 poesie pubblicate
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Dai cavi pozzi della notte
sali
fino alle mie stanze
e i pizzi delle mie vesti
scosti
come tende di finestre
denudando così la mia paura.
Tenebra che serri porte di sole
e nel cuore giungi
come notturno rapace.
E’ un secchio di pece
questa notte
e v’annego.
Ora sei lupo
che nella coltre innevata dell’anima mia
lancia il suo verso
acuto e pungente
come un’alba di gennaio.
Senza riserve e difese
m’arrendo al tuo ringhio
che romba
nella notte sorda.
Del mio cuore
ne fai banchetto
ed io lascio che ne divori
fino all’ultimo battito
fino all’ultimo respiro.
Mi ammanto di te
dalla bocca ai piedi
e adorno le ciocche convulse dei miei capelli
con le pose compulse delle tue dita.
Sei ora ramo
e radice
che incava la terra argillosa
la modella a piacimento suo,
sei ora acqua che bagna e sazia
la sabbia
sei polvere di granito
tra le fessure di sculture,
sei l’ombra che scolpisce la luce
e ne disegna audace i contorni,
sei l’artista che seduce la tela
ed io
il soggetto impressovi.
©
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L'autore
Alessia Coppola
Commenti (2)
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Elle17 aprile 2012
E' stupenda dall'inizio alla fine. Un palpitare audace che smania di desiderio puro nel concedersi... per appartenere totalmente al proprio amato. Segnalo e conservo. Alessia.
Vivì17 aprile 2012
Non sono solita fare molti commenti, ma un esordio così delicato non si poteva ignorare. Un testo fantasioso per un genere scottante portato avanti con uno stile e con un'eleganza veramente sopraffina. Ti do il benvenuto amica mia e che questa sia solo l'inizio di una lunga serie di successi su questo sito.


