Rubavo le biciclette per dirti ti amo

Ricordi le pedalate in discesa
sulla via bianca che portava al fiume
e la polvere che seguiva le tue grida
che veloci passavano tra i castagni.
Ricordi quei pomeriggi caldi d’agosto
quando il sole luccicava sulla tua spalla
e quel prato che puntuale compariva
dopo la salita
che somigliava ad uno spicchio di luna
e che chiamavi “sorriso”.
Ricordi i nostri passi a piedi nudi
e le mani piene di nocciole
e quella margherita tra i capelli,
e le parole dette fino a quando
il tramonto ci ricordava del tempo.
Diventava sera
ed un altro giorno andava via
come quelli che ancora passano
al tuo ricordo ed ai giorni d’agosto
che hanno il profumo di un campo
e del tuo sorriso nascosto in ogni angolo
di me.
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L'autore
Gigio60
Qualcuno ha detto che per diventare un poeta, un uomo deve essere innamorato o infelicissimo. Non mi ritengo un poeta, anche se amo donare ai miei sentimenti quel senso di concretezza che una penna o una tastiera possono fermare su di un foglio. Il più delle volte non è sufficiente, perché il limite che ci separa dai
Commenti (3)
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Antonella Avolio17 aprile 2012
un lirica ben scritta e dai versi modulati tanto quanto la dolcezza che esprimono. Complimenti
Emanuele Martina17 aprile 2012
quanta malinconia sprigionano questi versi, periodi trascorsi ma mai scordati, intensi e felici, molto bella, complimenti, segnalo e conservo
Mirella Santoniccolo Mairim1417 aprile 2012
Un ricordo di un tempo vissuto in spensierata giovinezza, quando l'amore vive di piccole cose che restano per sempre, dolce e tenera anche la musica che accompagna la poesia...


