Le quattro otri
Solo, al centro di quattro otri
grandi quanto me
ed io con loro in equilibrio
su di un antico tavolaccio.
Ho perso molto tempo a capo chino
e quando mi accorgo di non sapere
se l’oggi s’alterna al domani
mi chiedo,
quanto m’è costato raccogliere l’acqua persa
e quanto rimboccare quella evaporata.
Forza,
mi costerà ancora forza per non fermarmi
e tenere in vita tra mille affanni
quest’equilibrio infame
fatto di un patto scellerato
siglato a vita tra me e loro
che a volte restano a guardarmi
schernendo la mia fatica
e mi pare allora di scorgere sulle loro pance
un riso beffardo che potrebbe porre fine
al precario equilibrio.
Avessi almeno un sasso!
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L'autore
Gigio60
Qualcuno ha detto che per diventare un poeta, un uomo deve essere innamorato o infelicissimo. Non mi ritengo un poeta, anche se amo donare ai miei sentimenti quel senso di concretezza che una penna o una tastiera possono fermare su di un foglio. Il più delle volte non è sufficiente, perché il limite che ci separa dai
Commenti (1)
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Mirella Santoniccolo Mairim1427 gennaio 2014
la vita è un continuo stare in equilibrio e non appena ci si sposta si rischia di perdere il senso di quello che volevamo, a volte siamo noi stessi a desiderare di spostare quell'ago della bilancia che ci fa stare in asse... ma la paura di perdere l'equilibrio è più forte
