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Introspezione 17 aprile 2012 · lettura 1 min · 2001 letture

Padre

Anna62 196 poesie pubblicate
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Parlami padre forse non è tardi Quando mi dissero che più non c'eri subito non piansi; di prolungare l’assenza si trattava, farmene finalmente una ragione Parlami, fa che il cerchio non si chiuda nell’ eterna omissione! Che se un treno mi portò lontano da te la morte ora ci avvicini Ma tu non parli neppure in sogno mi appari, eppure quanto è rimasto da dire In tanto silenzio l’alfabeto muto del tuo abbandono Le deragliate parole son rimaste lungo i binari di quel forzato congedo di bimba che fissò lo sguardo contro un finestrino, mentre la mano restò immobile priva dell’ultimo saluto.
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Una bimba di sei anni che fugge dal proprio padre, non può prendere decisioni, non può scegliere di restare, può solo rimanere a guardare dal finestrino di un treno e cercare lo sguardo di quel padre da cui fugge... ma il treno intraprese la sua corsa e il cuore di bimba per un attimo si fermò:avrebbe voluto restare, ma la vita la portò lontano. Mio pdre, morì undici anni fa e lo ammetto, subito non piansi, ma piano e nel tempo il dolore per la sua perdita si è radicato in me ed ora attendo che almeno in sogno mi parli

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Anna62
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Commenti (6)

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Marina Pacifici17 aprile 2012

Una poesia che commuove profondamente e tocca le corde dell'anima. Triste e bella, molto apprezzata.

Bruno Leopardi17 aprile 2012

La vita, la vita spesso è un pozzo di dolore vissuto in una parentesi di gioia. Un padre che forse non è stato all'altezza, un uomo che ha fatto danni e danni ancora, eppure manca al tuo cuore perché padre. E manca al cuore che ha il diritto a quell'ultimo saluto, che non è avvenuto. Non c'è da vergognarsi se mi asciugo il viso con le mani, altro non ho in questo posto e in questo istante. E ancora scendono calde, mi abbraccio a te, da lontano e dico solo grazie per quello che hai trasmesso.

M
Mariasilvia17 aprile 2012

Una supplica travolgente che fa partecipe cuore e mente. L'abbandono quasi non si perdona. Versi toccanti. Gli affetti durano in eterno... Un bacio.

n
nello vittorio maruca18 aprile 2012

Se la morte trafigge il cuore l’abbandono è qualcosa di più atroce. Soltanto il tempo e la fede attenueranno certi dolori; altri antidoti non sono. Questa lirica, di sensibilità unica, reca il messaggio che ogni adulto dovrebbe fare suo e, lasciando cadere l’orgoglio, vestendosi della più grande umiltà, prima di commettere “ il passo falso” dovrebbe tenere conto dei figlioletti che, degli errori dei genitori, sono vittime innocenti. Per un bimbo è quasi impossibile capire le motivazioni di un abbandono ma è anche difficile per l’adulto che la domanda la porterà con se fino alla fine dei suoi giorni. La FEDE, Parodi, ti sia costantemente d’aiuto.

Salvatore Testa25 aprile 2012

Toccanti versi che struggono anche al pensiero, e soprattutto quella mano che resta immobile priva dell'ultimo saluto. Lirica notevole ed immensa scritta col cuore.

lucio lucentini25 maggio 2016

Siamo anche il nostro dolore in stanze vuote dove chiediamo senza nessuna voce il perdono, a volte accade di non aver potere sugli eventi, quelli che subiamo senza trovarne ragione perché forme immateriali di sentimento, radici che non puoi estirpare, che non puoi accettare, che non vorresti tenere. Bellissima introspezione di un'anima