Rosso di Torgiano
c'è un rimbombo
tra queste mura
il gorgoglio del vino
che si spoglia
dentro un bicchiere
la sera sfuma offesa
nell'abbaino di questo castello
dove nemico
sento picchiare il vuoto
per questo ti stimo
morsicando un unghia
pettino le sopracciglia
chino sul mio cuore
che ripete le tabelline
ho in mano il bisturi
del giullare insonne
il prestesto per non crescere
ti osservo da lontano
una spanna sul mappamondo
il sorriso migliore
è questa debolezza al rallentatore
se manchi dopo un giorno
non c'è parola da scrivere
il futuro se vorrà
s'è già vestito da presente
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
alessandro mazzeo17 aprile 2012
Una poesia che rievoca un'atmosfera densa e solitaria. Una solitudine quasi cercata in un momento di riflessione nel quale il ripiegarsi su se stessi è riprendere contatto con il proprio io. Magari ho frainteso ma mi comunica pace e voglia di cose semplici. Solo per la citazione dei Sigur Ros non posso che fare un applauso.
