Gli Usurpatori
Prima al litorale era accesso a tutti
fossero sani, malandati o zoppi
pur quando i più piangean per fame e lutti
e i montani a valle scendeano a gruppi.
Vigeva il tempo cui s’avea rispetto
della donna, dell’anziano e del maestro
e le croci non stavano sul petto
né d’assassino, ladro e manco mostro.
Vantavano i ricchi palazzi e fondi,
i poveri stavan quieti al loro canto.
Erano, sì, due separati mondi
ma d’audacia pochi faceano vanto.
Era il periodo in cui ognuno teneva
culto sia di legalità che onestà
e nell’amore e l’umiltà viveva
nella passione di sua moralità.
Gli abbienti ora non sono più né conti,
nè duchi né marchesi, ma violenti
personaggi da osceni atteggiamenti,
da crudeltà d'infuriati bisonti.
Legati sono ad uomini di corte
non d’alto rango per loro casato
ma dirigenti associazioni incerte,
capaci d’ogni distruzione e morte.
I più violatori d’usanze e leggi
che ora cosa arruffando or derubando
quella, fatti son cupi personaggi
che di nefandezze cantano vanto.
Hanno usurpato spiagge, hanno usurpato
fondi, hanno innalzato alberghi, palazzi
hanno costruito, ovunque han cementato
attuando ville con piscine e spiazzi.
Con la minaccia delle armi e il potere
di lordo soldo hanno imposto, asservendo
ribaldi, far di leggi loro volere
e piegare ognuno al loro comando.
Non leggi di Stato ma voler di cosche.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
n
Tutte le opere →
L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi18 aprile 2012
Una composizione che lascia il segno per l'alto contenuto proposto. I versi poi, curati e cadenzati si leggono senza fatica e fluidi si accompagnano sino alla bellissima chiusa della poesia.
Idalgo Visconti18 aprile 2012
Ottimo il verseggiare, fortissimo e pienamente condiviso il contenuto. Piaciuta.

