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Riflessioni 18 aprile 2012 · lettura 2 min · 1030 letture

Gli Usurpatori

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nello vittorio maruca 381 poesie pubblicate
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Prima al litorale era accesso a tutti fossero sani, malandati o zoppi pur quando i più piangean per fame e lutti e i montani a valle scendeano a gruppi. Vigeva il tempo cui s’avea rispetto della donna, dell’anziano e del maestro e le croci non stavano sul petto né d’assassino, ladro e manco mostro. Vantavano i ricchi palazzi e fondi, i poveri stavan quieti al loro canto. Erano, sì, due separati mondi ma d’audacia pochi faceano vanto. Era il periodo in cui ognuno teneva culto sia di legalità che onestà e nell’amore e l’umiltà viveva nella passione di sua moralità. Gli abbienti ora non sono più né conti, nè duchi né marchesi, ma violenti personaggi da osceni atteggiamenti, da crudeltà d'infuriati bisonti. Legati sono ad uomini di corte non d’alto rango per loro casato ma dirigenti associazioni incerte, capaci d’ogni distruzione e morte. I più violatori d’usanze e leggi che ora cosa arruffando or derubando quella, fatti son cupi personaggi che di nefandezze cantano vanto. Hanno usurpato spiagge, hanno usurpato fondi, hanno innalzato alberghi, palazzi hanno costruito, ovunque han cementato attuando ville con piscine e spiazzi. Con la minaccia delle armi e il potere di lordo soldo hanno imposto, asservendo ribaldi, far di leggi loro volere e piegare ognuno al loro comando. Non leggi di Stato ma voler di cosche.
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L'autore
nello vittorio maruca

l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.

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Commenti (2)

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Francesco Rossi18 aprile 2012

Una composizione che lascia il segno per l'alto contenuto proposto. I versi poi, curati e cadenzati si leggono senza fatica e fluidi si accompagnano sino alla bellissima chiusa della poesia.

Idalgo Visconti18 aprile 2012

Ottimo il verseggiare, fortissimo e pienamente condiviso il contenuto. Piaciuta.