Ansie
Confesso a me stesso che esondo dai miei flessibili limiti.
Non sviscero la rotta del logos ma quella trepidante dell’ansia.
Ne consegue che i miei lavori sono sempre sottostimati e perfettibili.
Non pretendo di essere puntiglioso perché non ne nelle mie salienti caratteristiche.
Quello che assimilo spero sempre di ottimizarlo e metabolizzarlo.
Giunto alla soglia di un cinquantennio di norma non dovrei avere queste paure e perplessità.
Ma si sa la natura dell’uomo a volte gioca brutti scherzi e ci comanda come un soldato.
Allora bisogna avere delle pacate velleità in modo che siano da sprone a migliorarsi.
Poi la vita con i suoi infiniti percorsi sarà lei, purtroppo, a dettar legge.
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