Prigionia
aldo gasparotto
213 poesie pubblicate
+ Segui

Quelle sbarre
che vedevo
scrutando il cielo
cercando di vedere
una rondine volare libera
trasportata dal vento e
pensare a quanto era bella la libertà.
Il condividere le cose con gli altri
i propri problemi
il confrontarsi e
vivere in una cella con persone
a te sconosciute.
Le notti passate senza dormire
sapendo
che domani
era uguale ad oggi.
Le amicizie
che si sono legate
anche se eravamo in una prigionia forzata
attendendo l'ora d'aria
per poter fare una camminata
una chiacchierata.
Speravi nella posta
di poter essere fortunato
ricevere lettere dal mondo esterno e
di rispondere alla corrispondenza.
Poi arriva la prima visita
tua madre una persona
a te conosciuta e sfoci in pianto
di gioia misto rabbia.
Arriva il giorno che
vieni trasferito
tutto crolla
intorno a te
quattro ore e mezza
di blindato
le manette ai polsi e
rinizia un nuovo inferno.
Ti trovi
in una cella
di dieci persone
vai all'aria e
provi a fare conoscenze
trovi una persona che
a primo impatto
ti dà fiducia e
dopo quattro giorni
ti trovi in cella con lui.
Inizia un legame
di fratellanza
di vera amicizia
parlando di tutto
senza timore che
quella persona non ti capisca.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
aldo gasparotto
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Laura Maira19 aprile 2012
Il più grande bisogno dell'umo: la libertà... il dolore che comporta la sua perdita strazia l'anima. Poesia di grande impatto, dura, reale e molto sentita. Bella, complimenti
Jade23 giugno 2012
Commovente perché vita vera lastricata di atti a volte inconsapevoli, di errori che guardati con consapevolezza si possono abbracciare e prenderE come insegnamento. .


