Mi pento
Ritorno al passato,
la mia terra,
la gente,
si stava meglio?
Forse si.
Anzi no! Meglio ora.
Perché è facile romanzare Ieri,
una facile scusa Oggi,
per credersi migliori.
Si mangiava meglio,
si respirava meglio,
si amava meglio, forse.
Stavamo meglio nei pensieri, punto.
Ma cosa direbbe un “Negro schiavo” dell’ottocento
guardando Obama sullo schermo.
E’ vero, il razzismo, la prostituzione, la corruzione,
la falsa emancipazione,
sono temi attuali,
ma noi che tutte le notizie ci dovrebbero rendere semi- intellettuali,
noi che ora non ne siamo capaci,
vedremo i nostri figli annoiati indignarsi,
perché meglio di noi sanno che così non si può andare avanti.
Sono certo,
nonostante dubbi infiniti,
che la nostra apparente libertà
sarà democrazia Domani.
Forse le mie, sono utopiche speranze,
forse solo parole,
ma non mi arrendo e del nostro passato mi pento.
©
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Commenti (2)
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Antonella Avolio19 aprile 2012
Una lirica che induce a riflettere e non solo a invocare il passato come sola ancora di salvezza; bisogna vivere del presente e del passato per tracciare un futuro migliore per le nuove generazioni che il passato non l'hanno vissuto.
Nicolina Macari19 aprile 2012
ai tuoi versi, l'ottimismo non deve mancare altrimenti saremmo schiavi della disperazione. Ben scritta... complimenti!

