Il sogno di Mimmy
Rocco Pulitanò
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La tua fragilità
ha sommerso nell'oscurità della stanza
anche l'amore per i tuoi nipoti
e non è bastato il conforto dell'amico
che dall'altro capo dello schermo
intuiva il tuo crollo, il tuo abbandono.
Fantasmi, i tuoi,
dalla tua profonda solitudine
evocando gli angeli della morte,
hai affidato loro il tuo respiro alitando
nell'affanno il sapore dell'addio.
Il calore del tuo corpo, bello da vedere,
da sentire è divenuto presto gelo;
adagiandosi su lacrime di sangue
hai pensato di punire lasciando chi, con
poche righe, uscirà indenne da ogni
giudizio.
Oh! cara donna, amica mai conosciuta,
la tua storia non è diversa dalla mia,
sognatrice di lealtà hai urlato il tuo dolore
e m'affliggo l'anima
al pensiero di vederti andare giù,
trafitta da un'ogiva, la tua,
che cuori meno puri non avrebbe mai trafitto.
Lo sconforto hai lasciato a quanti ti hanno amato,
ma la speranza di vedere, di sentire il tuo sorriso
dentro un video hai custodito
per lenire il mio dolore.
©
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L'autore
Rocco Pulitanò
Scrivere è forse il solo momento di conciliazione che riesco a concedermi quando il dolore inquina i miei sogni. Mi aiuta ad essere meno ipocrita con me stesso, se mi illudo che la sofferenza sia solo un temporaneo appannaggio della felicità. Io che ho creduto d’ingannare il tempo, di rendere le distanze solo lunghe pa
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