"l'amante"
e, mi arrovello la mente,
al pensiero sempre presente
della tua immagine su di me china
ad assaporare attimi d'amore, e
mi dispezzo ancora ora,
per aver distrutto tutto
in un secondo farabutto,
dalla ragione al torto passando,
l'evidenza vera negando
di quel grande amore che era
il nostro meraviglioso incontro
in quell'azzuzzo splendido mattino, e
la notte è scesa purtroppo ora,
non è stato colpa del destino,
non l'ha voluto il nostro dio,
ma un essere spregevole e baro
che faceva del suo verbo e credo:
l'infamia.
©
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Commenti (4)
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C
Citarei Loretta Margherita19 aprile 2012
un bellissimo verseggiare, splendida la chiusa, notevole poesia
Francesco Scolaro19 aprile 2012
Poesia complessa nel ragionamento che evidenzia complicanze e sentimenti oltraggiati perché "manomessi" non dal destino ma da qualcosa che ha a che fare con la natura umana. Molto apprezzata.
C
Claudio Toccafondi19 aprile 2012
Questa lirica è esempio di quella semplicità, difficilissima da raggiungere, che connota la poetica dell'Autore: nulla è superfluo, tutto è ridotto a poesia essenziale, che ci colpisce direttamente al cuore.
carla composto20 aprile 2012
bella questa lirica, che mette in evidenza come profondi sentimenti possano esser toccati e sporcati dalla cattiveria umana... bravo poeta... versi eleganti e di piacevole lettura

