"grazie"
e, pietà pietà vorrei provare
per gli umani esseri che
fanno dell'eresia il loro credo,
nel nulla vedono il creato,
per loro il sole nasce e muore,
la luna si tuffa dentro il mare,
i fiori sono lì solo per caso,
la neve quando viene fa rumore, e
ancora pietà, vera pietà vorrei avere,
per tutte le persone che si dicono empie,
per non vedere oltre il loro naso
che tutto non è avvenuto in altro modo,
se non per voler di qualche dio,
di qualsiasi colore e religione,
di qualsivoglia credenza popolare,
di un qualcuno insomma non nostro pari,
che un dì si alzò di buona buona lena
impastò un po' di terriccio ed acqua sporca,
schioccò le dita ed in un sol momento
nacque per incanto tutto il firmamento, e
noi siamo qui ora a tribolare,
a chiederci se siamo degni
di questo regalo meraviglioso,
di questa miriade di sentimenti
che ci appassiona e ci fa felici
e ci fa dire orgogliosamente:
grazie.
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Commenti (1)
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Bruno Leopardi22 aprile 2012
CRedo, indipendentemente dalla fede che la necessità di dire grazie anche semmai alla natura stessa, all'alchimia di un' "esplosione cosmica" se vogliamo pensarla così, è una necessità umana irrinunciabile. Bella lirica delicata e di grande effetto.
