Cincischia la mente

Cincischia e tentenna
la mente
mentre opaca la patina
riveste i ricordi
che ormai lisi
e scomposti
van riposti in baule d'oblio.
Sciorinano al vento
i pensieri confusi
sbattuti e in disuso
lacerati dallo scorrer infingardo
ma rivoltan ancora ribelli
quegli orli ostinati e gagliardi
d'ordito
in trine e merletti
ma si sfaldan
gli archetti e gli intrecci
con i pizzi velati
divorati da ingorde le tarme
e dipingo come larve quei sogni
...ombre labili e informi
sbiadiscono inermi nella memoria...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Francesco Rossi23 aprile 2012
Merletti, archetti una delizia d'altri tempi come la composizione avvolta nell'inebriante sensazione del c'era una volta.

