L'Abbandono
Nelle squallide passeggiate estive
solo mi trovo presso quel ruscello
laddove tutto era sì lustro e bello
mentr’ora compare sterile e brullo
per tua protratta assenza, soave stella,
e pure le foglie da verdi e vive
appaiono mosce, penzolanti, smorte.
Ti dipartisti e più non ritornasti,
provocandomi in cuore enormi guasti.
Sono certo, non a male lo facesti
se detieni ancora gl’impulsi onesti
quando amore giuravi infino a morte.
Credo sia avversità tenerti scosta,
non scema, però, pena d’abbandono
giacché sognato sempre avea in quel dono
ch’avere donna amata spera ognuno;
di sentirsi grato, essere qualcuno
e aver l’amata di carezze desta.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (1)
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Francesco Rossi23 aprile 2012
Con il suo solito stile il poeta verseggia in modo sublime con particolarità e dovizia. Versi che scorrono fluidi e lasciano il segno nel lettore.
