Ricordi d'un esule
rita iacobone
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Confusi ricordi
di gente ormai lontana,
continuo col senno
a figurar,
voci domestiche e suoni
come rintocchi di campana...
d'una chiesa fulcro
della nostra comunità
che ormai perduta
mi chiama.
Quel desiderio di ritorno,
accalorato da nostalgia
incalzante...
Son esule,
in terra straniera,
eluso, biasimato
da nativi del posto,
lontana quella terra...
patria che mia era...
Infinita è la pena,
affetti in fretta deposti,
in obbligati addii,
ma così Iddio volle...
Nello spirito accorato,
a me solo lacrime,
come fardello, portato.
Di vita, vivere devo,
prendo ciò che mi vien dato.
Ogni notte, però,
nel sogno, mio lenimento,
alla mia terra ritorno,
indossando l'anima festante,
tra viuzze riconosco
le semplici natie cose,
e... contadini sorrisi,
strette di mano callose
di memori paesani,
più ricusato non mi sento,
nuovamente albergo
al mio stimato natio paese.
©
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L'autore
rita iacobone
Chi sono non saprei, da sempre sono alla ricerca di me stessa, cambiando in continuazione come un caleidoscopio. Vivo ogni sensazione intensamente col cuore e così a volte mi esalto altre mi deprimo. E' da questo stato d'animo che nasce da tanto tempo il desiderio di salvare pensieri tra parole di poesia. Tutti quei mo
Commenti (1)
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M
Mariasilvia1 maggio 2012
La memoria e i ricordi graffiano ancora il cuore. Con una valigia di cartone, poche le cose, tante "le ricchezze"...Una poesia che ha radici nella terra e non si sradica con il tempo. Molto sentita. Scrittura di spessore. Complimenti!
