E s'imbroncia e ridonda

E s'imbroncia
quel ciel grigio fumo
che si veste di vento e di nembi
e a quei colli rimanda il rimbombo
che borbotta il furor di Nettuno.
E già crepita l'aria
e serpeggia
...e quel ciel che sul mare
lampeggia
sprona i gozzi al brusco ritorno
esortando pur l'intrepido stormo.
Come stronfian le chiglie e le tolde
cigolando in catene alla fonda
e contrastando il moto dell'onda,
mentre impennano
i vessilli gagliardi
nel garrir furibondo a quel vento.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Francesco Rossi24 aprile 2012
Quante impressioni della poetessa sono le mie, in questo mare che possiamo toccare con mano proviamo sensazioni universali come quelle poetate da Vivi. Poi, se si vuole essere precisi il valore poetico è di alta qualità, un verseggiare ricco e spumeggiante.

