Pericolo di valanghe
Commenti (3)
Sinceramente, e senza assolutamente voler instaurare una polemica con l'Autore o Autrice di questa poesia, devo dire che non ho capito quello che invece han dimostrato di comprendere bene i lettori della bacheca, esaltandone la profondità anche con frasi sibilline che lasciano intendere: "So io dove sei voluto arrivare!". Poiché io sono un fautore anche dell'endecasillabo e dell'ottonario, gradirei, amando la poesia e cercando SEMPRE di comprenderne il significato più intimo o la battuta nascosta, se l'Autore\trice non vorrà spiegare il suo assunto nella nota, lo facciano almeno coloro che hanno asserito di averne capito il significato e me lo scrivano nelle mail del sito. Mai leggo una poesia superficialmente, la voglio sempre capire...
Qualsiasi nostra interpretazione rischierebbe un fuori pista giacché è nell'intenzione del poeta affidarsi a un vocabolo che per sua natura si dichiara sdrucciolevole. E' un modo di fare poesia che io amo particolarmente, questo forzare in metafore fino ai limiti, fino a toccare i nervi più stretti dei signifificati (rendendoli obliqui e solo apparentemente vuoti). Penetrare la natura intima di un testo è faccenda sconsigliabile, essendo il testo (quasi sempre) un mostro a più teste (perdona il gioco di parole). Potrei dirti che ci vedo affrontato qui il tema della superbia ricamata attorno a un occhio pronto a disprezzare e insieme ad amare. Ma ho detto niente.
Direi che chi mi ha proceduto, mi riferisco a Perri, ha saputo cogliere la bellezza del testo al di là del contenuto pur non tralasciando le mille sfaccettature di senso. Ora io mi arrischio ad affermare, pur non sapendo nulla di ciò che l'ha provocata, che la poesia dileggia la superbia, la pretesa di essere colui o colei che detiene la verità. Detto questo, lascerei perdere il contenuto per lasciarmi trasportare dai suoni...


