Davanti a Venere nascente
elena rapisa
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Visione palpitante dei miei spopolati sentieri
la tua sostanza, dea carnale e tumida,
si fa sibillino labirinto
di melodie allacciate a delizie
Approdo nell'universo occultato
sospeso tra luci e ombre
quando,
invaso da sensazioni inquietanti
lo sguardo intriso di meraviglie
su te s'adagia,
splendore presagito nel mirarti
fra ascose incertezze in continuo divenire.
Svelami orizzonti dove i battiti del cuore
tacitino aritmie
dilatando sospese apnee.
Una cento, mille lusinghe di labbra
narranti amore
leniranno antiche afflizioni
e tu, dischiusa conchiglia
mi colmerai d'illusioni.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli25 aprile 2012
Un affresco melodioso, desiderio profondo di ritrovare e far rinasce armonia, lirica che delicatamente conduce in sensazioni sopite, in attesa ... Splendidi versi, armonici e delicate, belle metafore...

