La rivoluzione
Emanuele Bilotta
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E d’improvviso la rivoluzione
nemmeno te ne accorgi ma è già lì
era da tempo che covava
e adesso esplode come un cazzotto d’ira
E d’improvviso la rivoluzione
parte da dentro un operaio stanco
dalla massaia e da quell’impiegato
parte dal gregge che si trasforma in branco
E d’improvviso la rivoluzione
terra bruciata intorno alla città
lampi di luce,
rumori opachi di roboante suono
vecchi in finestra, ricordi di omertà
E d’improvviso la rivoluzione
e sembra quasi strano sia lo stesso
quel popolino da sempre sottomesso
a urlare la parola Libertà
E d’improvviso la rivoluzione
parte da uno studente dal sette in condotta
dal piccolo artigiano dal commerciante che fallisce
da un contadino, da una puttana scalza
E d’improvviso la rivoluzione
se ne parlava da un po’ di tempo alla tv
dentro i salotti, nelle alcove
ma ormai nessuno ci credeva più
E d’improvviso la rivoluzione
parte dal basso di un militante illuso
da un ignorante ottuso, da un mendicante
dal farmacista, dal medico condotto
E d’improvviso la rivoluzione
esplode quando meno te l’aspetti
e quando esplode è inutile che scappi
se sei nel gruppo dei militi corrotti
E d’improvviso la rivoluzione
è come un canto di paese in periferia
è come seggiola fissata fronte ferrovia
per aspettare lo spettacolo del giorno
E d’improvviso la rivoluzione
che si interrompe
dentro le chiacchiere di un bar
ognuno torna alla sua vita e ai suoi problemi
tanto qualcuno la rivoluzione, la farà.
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