Abbandono
Selvaggio cuore,
che pellegrino percorri universi sconosciuti.
Odi, la loro voce! E immemore d’ogni pena
abbandona le compassionevoli tue membra al loro oblio.
Nutriti della loro nuda terra,
da dove stilla solo un inebriante nettare
e rianima le tue sterili viscere
affinché gli spazi siderali rifulgano della tua stessa vita.
O perituro cuore sconsolato,
non abbandonarti alla vile rugiada di questo mondo effimero,
ma innalza il tuo smarrito sguardo al disopra d’ogni tempo
ed esala il tuo spirito nella fonte della sconfinata Gioia.
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L'autore
Amerigo Rossi
Sono nato a Pezzaze in provincia di Brescia. Ho seguito il diploma di magistrale e il baccellerato in teologia. faccio parte di una famiglia religiosa: Canonici regolari di S. Norberto nell'abbazia di Sant Antimo, in montelcino provincia di Siena
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