Non ce' domani
Quante carezze perdute
questa lontananza accatasta nei silenzi...
ore di prigionie malinconiche
e infiniti deserti, tristezza arenaria,
muri sciamanti di sabbia
compongono dune a forma di te ...
essenza di donna che sento mia,
si sgretola dentro l'abbraccio di dita vuote...
Ulula un grido... la voce della mia disperazione...
e torno ad essere informe tempo... clessidra rotta...
lacrime di vetro che brillano al sole...
Se un giorno tornassi da te,
raccoglierei queste semplici fragili parole,
che al mio pianto si scioglierebbero come neve...
speranza di te... che lentamente muore...
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Commenti (4)
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Antonella Bonaffini27 aprile 2012
L'importante è che non venga mai a mancare questa dolce, malinconica... ispirazione! Come sempre nel tuo genere unico per l'intensità che riesci a trasmettere con le parole. Bellissima.
Pierangela Fleri27 aprile 2012
Come profumo sulla pelle evapora sulle distanze il tepore d'un abbraccio desiderato, lasciando scia penetrante e dolce su un tempo di sabbia dispersa dal vento e una clessidra vuota colma solo di dolore e struggente malinconia ma la speranza no... non può e non deve... morire
L
Lory27 aprile 2012
volenti o nolenti ci si allontana, quando la speranza lentamente muore. quanto buio in queste parole.
R
Rosa Maria Cantatore16 agosto 2012
Oddio, che peccato!!!una poesia così bella deturpata da quel "ce'"del titolo! Spero proprio sia un errore di stampa...


