Com’eri bella vestita di bianco
Com’eri bella vestita di bianco.
T’ho sognata,
ricordo era il tempo dei ciliegi in fiore,
io mi nutrivo di odori estivi dopo il temporale.
Nel cielo di cristallo
s’adagiavano a sprazzi
cumuli di ovatta candida.
Mentre il mio cuore
era fermo sullo stesso accordo,
guardai il tuo viso
che accennò un sorriso.
Ci volle tempo
ma infine lo compresi:
questo è il banale epilogo del più dolente atto,
ma anche sublime preludio
per un concerto a due.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!