Guance sottili
Come potrei dimenticare
la casa del tuo cuore,
i tuoi respiri incerti
che affannosamente
riempiono la vita
nei miei fianchi e nell’anima,
che si piega e si spezza,
come la tua,
quand’essa v’è lontana?
Non dimenticherei mai
i prati rossastri e celesti
al tramonto,
dell’ imbrunire del giorno
sotto la tua fronte ed
il tuo viso mite come una culla.
Non lascerò intatto il segreto
né il ricordo sgretolarsi sui marciapiedi,
ma ti conservo ancora
sotto le coperte brune,
folle di rimpianti, ubriaca dei tuoi cenni,
che vorrei ancora baciarti gli occhi,
con la stessa antica
dolce premura che
conservavi di notte
per le mie guance sottili.
©
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