Carenze
elena rapisa
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Indossavo pensieri come vesti
dipinte di gaiezza
Si agitavano al vento di tramontana
agili, persuadendomi
intanto che ne consumavo i limiti
fino a sdrucirli
Ora
li ho riposti a te a lato
in cavità remote,
brevi spazi
incastonati nelle memorie
dove tarme voraci ne hanno logorato
il senso
spaurendo arcobaleni
Solo quelli opachi occhieggiano intatti
ne ho avvolto il cuore
dominato dalla carenza.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli1 maggio 2012
Assaporare i pensieri di un tempo d'arcobaleno correndo felice nei colori iridati e poi tornare, nel presente offuscato dove il troppo dolore non rende più, brillanti i ricordi Lirica malinconica e fortemente triste un dolore forte, tinge il foglio... Versi molto belli seppur tristi, stilati in immagini che arrivano ben delineate Ottima poesia

