Pensiero serale
Ho scelto di dissolvermi sottovoce
tra i vicoli di una chiassosa metropoli
che tuttora mi sorride beffarda.
Serro le mani per occultare l’ultima pena
ed arginare lo strazio della disperazione.
Ho conosciuto la paura nel batticuore costante
quando cieco vagavo in labirinti senza fine.
Tu eri perla custodita nel cuore
con te ho scavalcato la fortezze del nulla
strappando cenci di esistenza su cavalli di frisia.
L’incompetenza d’amare è stato il mio peccato
ma la tua impazienza non può conceder tregua.
Qual’è il mio crimine?
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