"l'altrui gentaglia"
e, tremebondo passeggio la mia vita
come acrobata su di un filo in un circo pieno,
di volti sconosciuti e mai incontrati prima,
di risate inconsulte sfociate dal nulla dentro,
di bambini piagnucolosi per aver perso un pallone,
di donne truccate e impellicciate come in un dipinto,
di uomini accanto fieri ed alteri di tanto orgoglio, e
scorre inesorabile il tempo di ognuno e di ciascuno,
qualsiasi sia stato e qualsivoglia fortuna avuta,
incuranti che la bellezza avuta un di passato
non torna indietro ed è intrigante fulgida signora,
di un mondo fatto di vuoti a perdere e barattoli
contenenenti solo vuote sensazioni e passioni,
appartenuto prima di noi ad altri miseri esseri
forse migliori, ma al contempo scontenti passeggeri
di questo treno che ci prende subito al volo
senza alcun permesso ne raccomandazione, e
costretti siamo a vivere in e di questo tran tran
fatto di niente e di molta molta speme
che ci affabula con le sue finte luccicanti luci,
ci rintrona il cervello con tuoni di parole,
ci abbaglia con l'arcobaleno di belle speranze,
ma al fine della danza si rimane soli, soli
con se stessi, con la propria anima e cuore
mentre l'altrui gentaglia continua a parlare
d'amore.
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Commenti (2)
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Antonella Modaffari Bartoli2 maggio 2012
Individui come marionette, come maschere tutte uguali che camminano senza vedere chi gli passa accanto. L'autore rimane all'esterno, come voce fuori campo che osserva un mondo dove lui stesso sente estraneo.
Lina Sirianni2 maggio 2012
Alla fine ci ritroviamo soli come soli siamo arrivati... apprezzata nel pensiero

