Il mio Colore
Marta Eligoreva Addari
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Quanto godrei, o Insensato,
nell'assistere al tuo crollo:
m'immagino distesa,
un sasso nella sterpaglia,
capelli al vento
ad ammirare lo splendore
del tuo dolore.
Lì udirei il soffio della natura
che porta il tuo urlo,
dolce melodia del mio riscatto.
Magnaminità, mia defunta faccia,
di quale orrido desiderio
t'hanno coperta?
Che pianto agogno?
Che strazio bramo?
Quale sinfonia sogno?
Di che colore sporcherei l'Anima?
Quale espressione desidero fotografare?
Giù per terra:
lì modellerei le tue pene.
©
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L'autore
Marta Eligoreva Addari
Ho paura di scrivere. Scrivere equivale a dire qualcosa che si pensa e dire qualcosa che si pensa significa concretizzare il qualcosa. Ora lo so. Un dubbio, un pensiero, un’ipotesi, un’osservazione. Una effimera coincidenza della mente con l’ambiente esterno: esternarla con una parola, detta o scritta, significa render
Commenti (1)
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Azar Rudif22 giugno 2012
Molto dura del genere che mi piace, ma sembra rivolta a se stessa e non ci si ribella mai a se stessi, meglio agli altri ed a chi ci fa sentire in stati che non ci piacciono

