Mamma
Chiude gli occhi e ricorda...
la lunga treccia abbandonata al petto,
il capo chino, lo sguardo sognante e...
tra le braccia il suo bambino.
Una nenia che sa d'antico accompagna
il dondolare piano, la nanna, il dolce invito:
"Dormi cuore mio, cuore di mamma
dormi sereno".
La treccia con gli anni prende
il candore della vita che,
con saggezza,
lentamente la scolora.
Sorride Lei, e la sua fronte
già si increspa,
come gli angoli degli occhi stanchi
sempre carichi d'amore e di dolcezza.
Amor di mamma che non conosce tempo,
che sopravvive mentre tutto scorre,
che ride a stento pur se ha triste il cor
e ormai vecchie le membra.
Ride e ancora ride il suo bambino che,
seppure avesse già cent'anni,
apparirebbe agli occhi suoi
pur ancor piccino.
Uguale ... uguale a quando
con in bocca il suo dolce seno,
tra le braccia viveva
che non era ancora un anno.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!