Come l'araba fenice

Splendida risorge l'alba
sulla sparuta coscienza
e s'illumina di mille
luminescenze
e del velar bieche l'ombre
il dominio sbaraglia.
Oh... era cotanto
il mesto sentimento
da indurre l'alma
orfana di quiete
a indossar gramaglie
vedovili
che il dolce sorriso smunto
volea velar
d'estremo lutto...
Svesti gli onerosi panni
pavida creatura inetta
...RINASCI...
è l'accorato sprone
che dal profondo eleva
ed energia acquisisci
...ardi la svilita essenza
e affida le miserande polveri
alla pietà del vento
ma dalle meste ceneri
RISORGI
e indossando sgargiante veste
come una fola veleggia
e come araba fenice
LIBERA nell'immenso aleggia
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi3 maggio 2012
Rinascere e risorgere sono le note salienti e qualificanti di questa composizione dove l'autrice con ricercata proprietà di linguaggio ci sublima in un verseggiare d'altri tempi.

