E il pianto echeggia ancora (2012)
Continua a girare a vuoto
la macina, nel mulino degli anni
ed è solo illusione
l'invisibile farina del tempo.
Il fischio d'una sirena
fende la nebbia,
con la prima calura del giorno,
e mille ombre umane emergono,
come automi, dai vicoli bui
per ricomporsi in una massa compatta,
uno accanto all'altro,
come un coro di chiesa.
E' un flusso di marea
che ondeggia lento, dolcemente,
come una risacca arrendevole
che procede, va e viene,
e rispetta il suo karma:
il copione si ripete
nella noia di giorni grigi,
replicando la sua "danza macabra"
nell'orrore gelido
dei gironi infernali dell'apatia.
Ecco, adesso un lamento
rompe gli argini, inascoltato,
ma, troppo invischiato
nella fangosa produzione del capitale,
non riesce a esondare.
E l'istinto di ribellione s'arrende
e si schianta contro le dighe
della necessità del lavoro
e dell'abitudine al dovere.
Chi pagherà per le vite annientate,
distrutte dall'amianto, in un silenzio
pieno di sofferenza?
Cosa potrà compensare
la perdita irrevocabile, disperante,
di tante ore mortificate
nella ripetitiva gestualità
dagli scopi oscuri, nel ridondante,
monotono ronzio di macchine
che cantano senza sosta
il loro funebre "dies irae"
per l'uomo?
E il pianto echeggia ancora
nel vento, tra i cipressi,
mentre continua a girare a vuoto
la macina, nel mulino degli anni
e l'invisibile farina del tempo
è solo illusione.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
N
Tutte le opere →
L'autore
Novella Capoluongo
Sono nata a Satara (India) il 06.03.1946, vivo a Potenza dove sono socia attiva di diverse associazioni e club-service. Ho pubblicato a mie spese due libri di poesie:" 85 poesie su Rivello" e "Legàmi, la mia terra ed io" cento e una poesia, e ho devoluto interamente il ricavato della vendita ad EMERGENCY e alle opere u
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Emanuele Martina3 maggio 2012
il tempo che passa inesirabile, e noi non ce ne accorgiamo, frantumandolo in inutili giorni ripetitivi, senza capire l'importanza della vita, mentre il mondo va in rovina, e noi ci sentiamo sempre più giù, bellissima e profonda lirica, segnalo e conservo
