La ballata dell'annegata

Un quarto di luna
sulla fronte della notte,
danzano le lucciole
sui giovani giunchi.
Lo scialle impigliato
tra la riva ed un ramo
spezzato da un amore
consumatosi in fretta.
I passi veloci
a rincorrersi sulla sabbia,
i capelli al vento
come nuvole bionde.
Baciate le guance
della disperazione,
il vuoto nell'anima
urla come una lama
tagliente.
Oh amore,
te ne andasti al mattino presto,
un solo gesto
si portò via la tua dolcezza.
Poche lacrime scivolarono
sulla pelle chiara come miele,
poche parole uscirono
dalle labbra amare
più del fiele.
E fa parte della vita
anche il gelido inganno
avvelenato dalla solitudine
dopo l'abbraccio
del desiderio.
Non dimenticherò più i suoi occhi
erano laghi profondi
che bagnavano rive di passione
dentro al mio cuore.
E le mani più non afferrarono
ciocche morbide da baciare,
galleggiando tra la corrente
si muovono come alghe
in mezzo al mare.
Batte i pugni la tristezza
contro il petto del dolore
arrabbiato dalla freddezza
del vuoto che divorò l'amore.
Solo petali di fiori
per accarezzare il mio silenzio
che vaga tra le onde
sospinto al largo
da un'illusione color dell'assenzio.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
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