Ho ucciso un fiore
Ho dato le spalle al mondo
mentre guardavo il mare nero.
Distese di silenzi in fuga da un sole impotente...
Millenni e futuri incerti che vedono
in eterno
affaticato il purgatorio dei dolori della terra.
A tal cospetto smarrito il mio sentire.
E lì, accanto al mio nulla,
sulla terra rocciosa della mia solitudine,
tra il vortice d'acqua d'inverno dinanzi al mio cuore
e l'eco terrificante degli zoccoli da guerra alle mie spalle,
la corolla del fiore più bello.
Il mio cono d'ombra, più del sole,
le mie lacrime, più della pioggia,
il mio corpo immobile
più del vento
l'han fatto sbocciare.
E ora il suo profumo parla di me
come del sogno di una vita a me oramai sconosciuta,
e con il mare ancora inondato negli occhi,
sprezzante dei sogni,
l'ho ucciso...
©
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