Autoinganno
Dove la muffa disegna i suoi tumori
è ancora legno... ma non lo è più.
Fascino amletico dell'indefinito.
La morte in vita.
Quanto fu inumana la mia sete...
sicché il baco di una mai fu farfalla
vorace mi uccise
inabissando il sacrilegio del mio ardire.
Il profondo di un pozzo da cui ho attinto fango
non potei intuire prima che toccassi con un suono sordo
il vile e melmoso cuore dell'inganno.
La mia collera separò la terra dall'acqua.
Cosicché la mia sete divenne empia.
È pronto ora il patibolo alla darsena.
Il mio boia mi attende e ha tre gole
dalle quali universale derisione prende voce:
storia, presente e futuro delle mie ossessioni.
Dì al tuo cuore chi sei allorquando avrai
negli occhi gli occhi del tuo giustiziere
e lui ti risponderà con severa derisione.
Un occhio allo specchio mi veste di inadeguatezza
e l'altro mi spoglia delle faticose credenze.
Nuda e scoperta mi pervade un amaro umore
di cui si nutre il mostro della mia dolorosa coscienza.
©
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