Genesi
monti velati a silenzio in attesa del giorno
passi guardinghi su incerti cammini dell’alba
chiaro
nel cielo
che ha spento
ormai tutte le stelle
brezza innocente che reca sospiri di foglie
tenui farfalle dormienti in corolle socchiuse
ondivaghi
faggi sorpresi
nel centro dei sogni
battito d’ali fuggenti e svegliate dal piede
uova nel nido tra l’erba che sperano voli
raggi dorati dal mare su cime dipinte
sale con forza nel bosco il gridare di uccelli
prime
fiondate
di giallo
che bucano i rami
calde sorgenti di luce
separano l’ombre
bianco che scende e sfavilla per nuvole
e campi
strade, telefono e segni da un mondo
che ignori
splende sui colli lontani la chiara ginestra
volano,
odori nel vento,
la terra ed il fieno
canta al dio sole nel tempio la sacra cicala
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sara Acireale5 maggio 2012
Un canto alla natura che sembra un inno... Cosa c'è di più bello dell'alba, quando le stelle si spengono e tutto si risveglia come in un tripudio di suoni e di colori?... Gli ultimi due versi sono semplicemente fantastici...
